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6月30日 Auguri Angy...Oggi è il compleanno del mio Amorino..........
Auguri gioiello tvtttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttb, grazie perchè fai parte della mia vita!!!!! 6月25日 ad una persona speciale....E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie,sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita,traccia dopo traccia,nessuna è andata persa,tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell’altro servono ad andare avanti...Non pentirti,non giudicarti sei quello che sei e non c’è niente di meglio al mondo...Pause,rewind,play e ancora e ancora e ancora,non spegnere mai il tuo campionatore,continua a registrare,a mettere insieme i suoni del caos che hai dentro,e se scenderà una lacrima quando riascolti...bè...non avere paura,è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita...
Teneteveli stretti i vostri pezzi di ricordi..vi capiterà di averne bisogno una notte senza luna quando tutto vi sembrerà inutile e avrete la sensazione di essere davvero su questo pianeta,ma per fortuna in una posizione privilegiata per guardare le stelle
Tre metri sopra il cielo
Tutte le notti guarderai nel buio per paura che io ci sia. E una notte io ci sarò.
Là dove scende il fiume
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, entro l'ombra e l'anima. T'amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T'amo senza sapere come, nè quando nè da dove, t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio: così ti amo perchè non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno. Patch adams
L'importante nn è quello che trovi alla fine di una corsa, l'importante è quello che provi mentre corri... notte prima degli esami
Ho ancora bisogno di una tua parola ;di un tuo sguardo,di un tuo gesto....Ma poi all'improvviso,sento i tuoi gesti nei miei,ti riconosco nelle mie parole. Tutti quelli che se ne vanno,ti lasciano sempre addosso un pò di sè.E' questo il segreto della memoria?Se è così,allora mi sento più sicura,perchè so che non sarò mai sola.... la finestra di fronte
6月21日 Le favole...Le favole non riguardano solo castelli e principesse...rappresentan tutti desideri che vuoi appagare e il coraggio di lottare per le cose in cui credi... 6月13日 La foglia di querciaEra per me un grande piacere viaggiare, certo il mezzo di locomozione era molto diverso da quelli usuali, ma era eccezionalmente rapido. Mi consentiva di conoscere coloro che altrimenti non avrei conosciuto.
Ripenso con grande emozione all’incontro con ……… , il nome non lo seppi mai, ma per me fu un Maestro, o almeno il mio Maestro.
Del suo aspetto ricordo: no, in realtà non ricordo nulla, ma percepivo una forza strana, mi dava sicurezza…………
- Ciao come ti chiami?
- Che importanza ha il mio nome?
Mi accorsi che rispondeva alle mie domande con altre domande.
- Se ti devo chiamare devo sapere il tuo nome………
- Quando un bimbo è triste sua madre aspetta di essere chiamata?
- Ma in quel caso vi è amore!
- Qualcuno non ha forse detto di amare il prossimo tuo ? e vuoi forse limitarti ad amare chi ti piace ?
-
Capivo quanto fosse arduo fronteggiarlo e come mi stessi immettendo in un labirinto, ma era ciò che lui voleva, affinchè io imparassi a usare i miei doni. Non volevo certo cadere nel retorico domandando chi fosse il mio prossimo, anche se riflettendoci non era poi così chiaro.
. Cosa vuol dire amare?
. Hai mai odiato ? è la stessa cosa, solo che per l’uomo è più difficile amare
che non odiare. Ma nello stesso modo dobbiamo liberare i nostri istinti, le
nostre paure e lasciare che fluisca al di fuori di noi quel sentimento che è
l’amore.
- Ma quando amiamo non sempre siamo corrisposti.
- Amare non vuol dire ricevere, ma dare.
- Come posso amare chi mi odia ?
- Perché ti sta aiutando ad elevarti……..
- Ma noi siamo fatti per avere una famiglia, una moglie, dei figli e dare il nostro amore a loro e loro a noi come sta scritto nei comandamenti.
- Si continua a leggere per frasi e non per concetti! Unisci i dieci comandamenti e vedrai che l’amore è universale. La tua famiglia è il mondo, il ruolo dei genitori è quello di educare all’amore i figli affinchè questi lo trasmettano a loro volta.
- Ma quando siamo innamorati e diamo tutto noi stessi, a volte siamo costretti a soffrire ….
- È giusto così perché innamorarsi è egoismo, è solo un pretendere e non è vero che noi diamo, ci diamo solo da fare per avere.
- Ma allora cos’è l’amore? Non mi è ancora chiaro…..
- Quando la pace fluisce in te, quando sei in armonia con ciò che ti circonda, allora avrai raggiunto la capacità di amare.
- Allora dare tutto se stessi agli altri e sacrificarsi per loro da pace?
- Come puoi pensare che una persona possa amare gli altri se non sa amare se stessa, quella persona o cerca meriti e gloria terrena o cerca di espiare colpe del passato. Ma ora vieni ti mostrerò.
-
Ci spostammo con la velocità del pensiero e ci ritrovammo in un campo.
- Cosa vedi?
- Erba, erba bagnata dalla rugiada.
- Come puoi fermarti a una visione così superficiale? Guarda la vita che vi è fra l’erba, guarda i fiori che si aprono, guarda il cielo che ci avvolge, guarda il sole che ci illumina : forse ti stanno chiedendo qualcosa in cambio della bellezza e dell’armonia che ti donano?
-
Pensai che quelle cose le avevo sempre viste che erano talmente ovvie per la mia mente da non farci più caso, lui lesse il mio pensiero.
- L’uomo ritiene che tutto gli sia dovuto, non sa apprezzare i doni che gli
sono stati dati e si ritiene un essere superiore.
- Ma in realtà Dio ci ha creato a sua immagine e somiglianza!
- E noi abbiamo creato Dio a nostra immagine e somiglianza, come puoi credere a un Dio con la barba seduto su un trono ? è stata la nostra arroganza a trasformarlo in un essere umano, non abbiamo capito che noi dovevamo evolverci a Dei elevando il nostro spirito.
- Si hai ragione, ma Dio chi è cos’è ?
- Amore!
- Ho molta confusione.
- Perché pensi!
- Ma se non penso non posso capire.
- Più pensi più sbagli, imparare a percepire i messaggi che l’infinito ti invia. Ora faremo un viaggio nell’infinito affinchè tu apprenda.
-
Credevo che mi sarei trovato fra le stelle, i pianeti, le galassie ed invece volavo nel buio più assoluto non vi era niente, la cosa mi sconvolse a tal punto che urlai con la voce rotta dal terrore.
- Ma che posto è questo?
- L’ infinito
- No non è possibile, non vi è nulla
- Ma proprio il nulla è tutto, solo così hai la possibilità di riempire il nulla, altrimenti non avresti spazio e saresti un burattino a cui è stato destinato un percorso.
- Ma il sole, le galassie…… dove sono ?
- Nel finito, esse sono perché già create e non fanno parte dell’infinito che ancora deve essere riempito pur esistendo.
- Mi sento piccolo e sperduto.
- Visto è come ti dicevo: hai paura perché pensi, non hai capito la tua grandezza nell’ infinito, se tu avessi percepito la tua grandezza, l’amore che ti avvolge, il dono che ti è stato fatto, non avresti avuto paura perché nell’infinito non si può usare il razionale che è finito.
- Ma io cosa ci faccio qui ?
- Costruisci e semina!
-
Non ammetteva replica la sua risposta e restammo ad ascoltare il silenzio, ed a poco a poco udii voci o meglio sussurri che entravano e si stampavano nel mio io.
- Dove posso prendere la semente per seminare e i mattoni per costruire?
- Dentro di te.
- Non mi sento pronto ho bisogno di aiuto, di un maestro
- Seguimi e ti mostrerò i maestri.
-
In un attimo ci ritrovammo all’interno di una chiesa durante una funzione
- Cosa vedi?
- Dei fedeli che pregano e un sacerdote che celebra
- Ancora una volta hai risposto secondo gli schemi che ti hanno insegnato e non hai osservato nulla. Guarda attentamente: il sacerdote che sta spiegando la parabola del buon samaritano, indossa un orologio d’oro e ogni tanto lo guarda per vedere di non superare l’orario, i fedeli, vedi che bei vestiti, occhieggiano e commentano gli abiti e le persone presenti. Ed ora guardali mentre escono passano davanti a quel paralitico e lo ignorano per correre al bar, no…..ecco: guarda quella signora gli getta una moneta, ma hai sentito cosa ha detto ? “ uno schifo questi straccioni davanti alla chiesa”. Sono questi i maestri che cerchi ? Perché non capisci che ti è già stato dato tutto, devi solo prenderne atto?
-
E senza dire nulla si avviò verso un convento di clausura.
Io nel frattempo mi sentivo un perfetto idiota, non avevo capito nulla dalla vita e ora arrancavo dietro quest’uomo che mi sconvolgeva ogni volta che apriva la bocca, ma poi imparai ad esserne sconvolto anche quando non parlava.
Arrivammo al convento Lui non disse nulla ed io finalmente percepii senza rendermene conto. Sentivo un’ energia fortissima, e nel contempo stavo in uno stato di estasi ma anche di malessere.
- Perché sto male ?
- Perché l’ energia che sviluppa questo luogo è potente, ma le mura che lo circondano non permettono all’energia di uscire e si crea così un vortice che porta al malessere.
- Ma non è possibile che queste mura trattengano questa energia.
- Stolto. Come puoi solo pensare che un mattone in se fermi l’energia, ma è l’energia che il mattone contiene che crea questo muro. Essa è stata immessa nei secoli dal pensiero delle persone che qui hanno voluto rinchiudersi per sfuggire i loro simili. Il loro amore pur se lodevole nelle intenzioni è pur sempre una forma di egoismo.
- Ma perché dobbiamo vedere ovunque egoismo ?
- Perché vuoi sempre sapere? Impara l’arte dell’accettazione. Puoi contare quanti sono i granelli di sabbia sulla spiaggia e forse alla fine ci riuscirai, ma cosa te ne viene ?: NULLA. E allora non chiedere il perché di cose che fanno parte dell’essere perché così sono. E’ inutile perché così era prima e così sarà dopo e tu non potrai sovvertire l’ordine delle cose.
- Guarda quei due giovani abbracciati ! Cosa dicono?
-
Eravamo nel frattempo giunti ad un parco alle porte di una città.
- Si scambiano effusioni e lei gli sta chiedendo se lui la ama.
- Vedi come è ingannevole il mondo, ti sembra di vedere amore e invece non c’è.
- No, questa volta non puoi smontare questa storia d’amore, lo vedrebbe chiunque anche un cieco che quei due si amano.
- Se si amassero non chiederebbero all’altro dell’amore che lui prova, ma lo ricolmerebbero dei propri sentimenti incuranti di ciò che potrebbero ricevere.
- E’ pazzesco! Così si smontano tutte le nostre certezze.
- Il fatto che tu ti sia alterato dimostra che non sono certezze: una certezza è tale senza bisogno di arrabbiarsi.
-
Mi accorsi che realmente il mio stato si era alterato in quanto non accettavo venissero messe in discussione tutte le mie certezze, e capii che in quello stato non potevo recepire alcun messaggio.
Ebbi paura che Lui mi lasciasse.
Volsi lo sguardo e lo vidi seduto a giocare con un fiore.
- Cosa fai?
- Ti aspetto
- Ma come puoi perdere tempo con uno zuccone come me?
- Il contadino sa che non può ottenere un raccolto senza seminare, sa che un albero selvatico va innestato se deve dare frutti. Ma sa anche che c’è una stagione per ogni cosa, il saper aspettare non vuole dire perdere tempo, in quanto il tempo è relativo: la vita è un ciclo che si rinnova, magari in nuove forme, ma nella medesima sostanza. Il sole che sorgerà domani sarà più o meno coperto di nubi rispetto ad oggi, ma sarà lo stesso sole di oggi e di ieri.
- Come farò senza una guida come te ?
- Imparerai che tu stesso sarai la tua guida e il punto di partenza di altri. Non accettare i maestri senza i quali sembra di non poter vivere, ognuno di noi commette degli errori, e guai se da parte degli altri ci fosse un tale attaccamento da non poter più discernere il buono dal cattivo.
- Ma cos’è il buono e cos’è il cattivo?
- Ciò che ti da pace è buono il resto è cattivo.
- Allora noi viviamo di cose cattive.
- Si perché solo così capiremo quelle che sono buone. Se tu non hai mai visto il buio non puoi conoscere la luce.
- Ma se anche vedo la luce, poi ricado nel buio.
- Serve a migliorarti ulteriormente, solo sbagliando si impara, chi crede di sapere tutto perché ha udito da altri, non sa nulla.
Descrivere il mio stato non era per nulla facile, possiamo paragonarlo ad una pentola in cui vengono introdotti i componenti, ma che ora ha bisogno della cottura per elaborarne un risultato.
Passammo lentamente nel mezzo della città e: si vedeva solo il correre frenetico, la ricerca del successo e l’unico rumore era il frastuono degli automezzi. Ci fermammo di colpo di fronte ad un cassonetto delle immondizie che stava per essere svuotato. E quello che avvenne poi, o meglio le sue parole, mi fecero sentire un verme.
- Vedi in quel cassonetto vi è lo specchio del nostro essere.
Guarda quello che vi è dentro: cibo gettato, corriamo per produrre per poi usare e gettare, non pensiamo minimamente che ogni volta che gettiamo un pezzo di pane pecchiamo contro le leggi di Dio. Abbiamo sfruttato le risorse che ci ha concesso per gettare nei rifiuti e non ci passa per la mente che qualcuno potrebbe vivere con quel pezzo di pane. Ora guarda quelle scatole di medicinali: talune sono vuote perché sono servite a curare coloro che hanno ecceduto nel consumo del cibo che poi viene gettato, altre sono ancora intatte: appartengono a quelle persone, in genere anziani, che non hanno nessuno con cui parlare e andare dal medico è rimasto un modo per sentirsi meno soli, poco conta se quei medicinali non servono. Ecco è della solitudine che volevo parlarti, di questa grande malattia che sta colpendo l’umanità. Vedi non vi è più dialogo, non si sa con chi parlare, il silenzio fa paura. E’ ormai diventata una malattia fisica, ma non è partita dal fisico ma dallo spirito. Il più bel dialogo è la preghiera che nel silenzio fluisce dal tuo cuore verso l’alto, ma anche il dialogo fra due persone può essere fatto di silenzio, se si sa trasmettere col cuore attraverso la mente.
Guarda cosa vedi?
- Un contadino che semina,…….immagino che non è quello che volevi sentirti dire e allora vedo una persona che lavora faticando e sudando e non si capisce se i semi che getta li dia al terreno o agli uccelli, che sono li, pronti a mangiarseli.
-
Vidi il suo volto illuminarsi con un sorriso e pensai di aver finalmente centrato il concetto, ma capii ben presto che sorrideva della mia superficialità.
- Quel contadino sta pregando.
- Come ?
- Il suo lavoro fatto per dare pane alla sua famiglia, disseminando la terra del suo sudore e della sua energia, è preghiera. E non si preoccupa dei semi mangiati dagli uccelli perché sa che anche essi sono creature di Dio e quel seme lo diffonderanno nel mondo, carico di energia d’amore .
Ora dalla città volammo in un paese dove regnava la povertà e la miseria, e Lui mi trascinò davanti ad una madre che allattava un bimbo sulla soglia di una capanna.
- Qui che scarseggia il cibo e l’acqua le donne procreano cercando di sopperire alla mancanza di cibo con il loro amore. Perché credi che la sterilità delle donne sia in aumento proprio nei paesi dove c’è maggior benessere e dove quindi non dovrebbero sorgere problemi?
-
Intuii la risposta ma ne ebbi il terrore, e lascia a Lui la parola.
- E’ la ribellione della natura o il castigo divino: dove non c’è amore la vita si spegne lentamente.
-
Mi misi a riflettere e non ho idea di quanto tempo passò, ad un certo punto lo cercai con lo sguardo e lo vidi disteso con le mani giunte sul petto, un brivido mi percorse tutto il corpo, Lui mi stava lasciando, le lacrime stavano spuntando dagli occhi e un nodo in gola si ingrossava rapidamente, mi avvicinai, Lui mi prese la mano, e ascoltai le sue ultime parole percependo una calma assoluta.
- Ognuno di noi ha un percorso e uno scopo per cui vivere, poi deve accedere ad un altro piano dove non è possibile portarsi questo involucro, ma non si deve parlare di morte ma di trasformazione. E ricordati che il dolore per la scomparsa di una persona cara, pur essendo umanamente comprensibile, è anche quella una forma di egoismo: piangiamo un nostro dolore e non il dolore del defunto, che non esiste perché lui vive in un altro piano.
-
Chiuse gli occhi lasciandomi nelle mani una foglia di quercia.
Mi svegliai nel mio letto bagnato di sudore per quello strano sogno che avevo fatto, mi asciugai la fronte bagnata e dalla mano mi cadde una foglia di quercia. 6月11日 noi non possiamo cambiare..Non Possiamo Cambiare
Sarà che siamo nati prigionieri di un'anima che fugge la realtà imperdonabilmente peccatori di troppa ingenuità. Sarà che noi crediamo alle parole e per ferirci basta una bugia noi che prendiamo pezzi di dolore per farne una poesia noi siamo fuori dal mondo come un male profondo che non passerà. Siamo noi che cerchiamo l'amore in un cuore deserto dove l'amore non nascerà mai e magari spendiamo la vita a far crescere un fiore per qualcuno che forse nemmeno si accorge di noi ma non possiamo cambiare se nel nostro bisogno d'amare ragione non c'è e facciamo le cose più strane senza un vero perché come questa canzone che canto che canto per te. In fondo siamo matti da legare perduti nelle nostre fantasie con l'anima allenata a sopportare mille malinconie noi siamo fuori dal mondo e come un male profondo che non passerà. Siamo noi che cerchiamo l'amore su una lama tagliente come lo sguardo di ghiaccio che hai tu questo cuore ridotto a uno straccio ma non sento dolore più lo spingi sul fondo più è pronto a morire di più ma non possiamo cambiare se nel nostro bisogno d'amare ragione non c'è e facciamo le cose più strane senza un vero perché come questa canzone che canto che canto per te
La canzone del mio space è dedicata ad una delle persone più importanti della mia vita in qst momento...grazie perchè ogni momento passato cn te diventa una favola, grazie perchè ridiamo e soffriamo insieme, grazie perchè nn sei mai cambiato e sei rimasto la persona stupenda di sempre.....sn contenta che i nostri passi si siano incrociati di nuovo tvttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttb "Sarà che noi crediamo alle parole ...noi non possiamo cambiare.... Forse nn è qst qll che pensi???sai cosa ti dico?io non voglio cambiare, preferisco soffrire ed essere fuori dal mondo se so che sarai cn me!!!!ti voglio bene... 6月9日 l'isola dei sentimentiC'era una volta un'isola, dove vivevano tutti i sentimenti e i valori degli uomini:il Buon Umore, la Tristezza, il Sapere... così come tutti gli altri, incluso l'Amore. Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l'isola stava per sprofondare, allora prepararono tutte le loro navi e partirono, solo l'Amore volle aspettare fino all'ultimo momento.Quando l'isola fu sul punto di sprofondare, l'Amore decise di chiedere aiuto. La Ricchezza passò vicino all'Amore su una barca lussuosissima e l'Amore le disse: "Ricchezza, mi puoi portare con te?"Non posso c'é molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te te." L'Amore allora decise di chiedere all'Orgoglio che stava passando su un magnifico vascello,"Orgoglio ti prego, mi puoi portare con te?", "Non ti posso aiutare, Amore..." rispose l'Orgoglio, "qui é tutto perfetto, potresti rovinare la mia barca". Allora l'Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto "Tristezza ti prego, lasciami venire con te", "Oh Amore" rispose la Tristezza, "sono così triste che ho bisogno di stare da sola". Anche il Buon Umore passò di fianco all'Amore, ma era così contento che non sentì che lo stava chiamando. All'improvviso una voce disse: "Vieni Amore, ti prendo con me". Era un vecchio che aveva parlato. L'Amore si sentì così riconoscente e pieno di gioia che dimenticò di chiedere il nome al vecchio. Quando arrivarono sulla terra ferma, il vecchio se ne andò. L'Amore si rese conto di quanto gli dovesse e chiese al Sapere: "Sapere, puoi dirmi chi mi ha aiutato? "E’ stato il Tempo" rispose il Sapere. "Il Tempo?" si interrogò l'Amore, "Perché mai il Tempo mi ha aiutato?".Il Sapere pieno di saggezza rispose:"Perché solo il Tempo è capace di comprendere quanto l'Amore sia importante nella vita". ![]() 6月6日 il piccolo principe
In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…." "Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…" "Sono la volpe", disse la volpe. " Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah! scusa ", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?" " Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?" "No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?" " E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…" " Creare dei legami?" " Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo." " Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…" "E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…" "Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe. La volpe sembrò perplessa: " Su un altro pianeta?" " Sì" " Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" " No" " Questo mi interessa! E delle galline?" " No" " Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: " La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…" La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: " Per favore …..addomesticami", disse. " Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose". " Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" " Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe. " Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. " In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…." Il piccolo principe ritornò l'indomani. " Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. " Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti". " Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe. " Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. " E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "…Piangerò". " La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…" " E' vero", disse la volpe. " Ma piangerai!" disse il piccolo principe. " E' certo", disse la volpe. " Ma allora che ci guadagni?" " Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano". soggiunse: " Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo". "Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto". Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse. " Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. " Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe. " Addio", disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". " L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. " E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. " Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" " Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo. "<<Ecco il mio segreto. E' molto semplice: |
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